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Rosignano, il sindaco scrive ai 17enni: “Se la coscienza ripudia le armi, la legge riconosce l’obiezione di coscienza”

Rosignano (mercoledì, 4 novembre 2026) — Una lettera aperta per sensibilizzare le nuove generazioni sul valore della pace, della Costituzione e sui diritti fondamentali legati alla difesa della comunità. È l’iniziativa promossa dal sindaco di Rosignano Marittimo, Claudio Marabotti, che in questi giorni sta facendo recapitare un messaggio personale a tutti i 550 ragazzi e ragazze residenti nel territorio comunale che compiono 17 anni. Datata simbolicamente 10 dicembre, in coincidenza con la Giornata mondiale dei diritti umani, l’iniziativa mira a informare i giovani su un tema spesso poco noto: il diritto all’obiezione di coscienza.

di Benedetta Rubini

Nel testo, il primo cittadino spiega le ragioni che rendono attuale questo richiamo: in Italia il servizio militare obbligatorio non è stato abolito, bensì sospeso dal 2005, motivo per cui i Comuni continuano a compilare annualmente le liste di leva da trasmettere al Ministero della Difesa. “Può sembrare una formalità burocratica lontana dalla tua vita — scrive Marabotti — ma tocca da vicino il tuo futuro: se in caso di emergenza, come una guerra o una grave crisi internazionale, la leva venisse ripristinata, potresti essere chiamato a prestare servizio armato fino a 45 anni”.

Richiamando l’articolo 11 della Costituzione repubblicana e il principio secondo cui “l’Italia ripudia la guerra”, il sindaco sottolinea come la difesa del Paese possa e debba attuarsi attraverso la solidarietà, la cura del bene comune e l’impegno sociale, ricordando che la pace non è una semplice assenza di conflitti, ma una scelta attiva e una responsabilità condivisa.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di riflessione più ampio avviato nel territorio comunale, che nei mesi scorsi ha visto la messa a dimora a Rosignano Solvay di un alberello nato dai semi sopravvissuti all’atomica di Hiroshima e il confronto pubblico sul tema — promosso insieme a Emergency e al Comune di Capaci — intorno alla campagna nazionale “Io obietto la guerra”. Attraverso queste lettere, l’amministrazione punta a stimolare nei diciassettenni un confronto aperto,fondato sull’autonomia di pensiero e sul rifiuto di ogni logica di riarmo.

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Last modified: Novembre 4, 2026
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