Livorno (lunedì, 2 febbraio 2026) — I numeri non mentono e restituiscono la fotografia di un 2025 difficile per l’occupazione nella provincia di Livorno. Secondo l’analisi effettuata dalla Uil Toscana sui dati Inps, il ricorso alla cassa integrazione sul territorio labronico è cresciuto del 12,4% rispetto all’anno precedente.
di Benedetta Rubini
Il dato livornese, pur preoccupante, si inserisce in un quadro regionale a tinte fosche: la Toscana ha registrato un’impennata complessiva del +18,5% delle ore autorizzate (superando quota 43 milioni), posizionandosi all’ottavo posto in Italia per incremento. Se Livorno soffre, altre province sono in piena emergenza: la situazione più critica è a Siena(balzata a +231,7%), seguita da Pisa (+30,4%) e Grosseto (+21,7%).
Paolo Fantappiè, segretario generale della Uil regionale, ha lanciato un monito chiaro: l’uso massiccio degli ammortizzatori sociali certifica una crisi che erode i redditi e la stabilità delle famiglie. Per il sindacato, il 2026 deve segnare un cambio di passo: servono politiche industriali serie e investimenti mirati per evitare che la precarietà diventi una condizione strutturale del mercato del lavoro toscano.
Last modified: Febbraio 2, 2026







