Firenze (martedì, 24 marzo 2026) — Secondo il “Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025”, elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con CNA, l’imprenditoria straniera si conferma una colonna portante dell’economia in Toscana.
di Benedetta Rubini
I dati dell’ultimo decennio (2014-2024) delineano una forbice netta: mentre le aziende a guida italiana hanno subìto una flessione del 9,5%, quelle gestite da cittadini immigrati sono cresciute del 28,4%. Attualmente, si contano 64.154 attività a titolarità straniera, che rappresentano il 16,4% dell’intero tessuto produttivo regionale, un dato nettamente superiore alla media nazionale dell’11,3%.
La mappa dell’imprenditoria immigrata mostra dinamiche interessanti a livello provinciale:
- Firenze guida per numeri assoluti, ospitando il 30,8% di queste imprese.
- Prato registra un vero e proprio record: un’azienda su tre (34,3%) è a trazione straniera, con una fortissima componente cinese (67,7%) ormai vitale per il distretto tessile.
- Arezzo si distingue per la spinta giovanile, con il 15,4% di titolari under 35.
I comparti trainanti rimangono il commercio (25%), le costruzioni (24,6%) e la manifattura, che in Toscana tocca il 18,5% (più del doppio rispetto al 7,4% del resto d’Italia). Sul lungo periodo, il segno rimane positivo in tutte le province, compensando in modo determinante il calo generalizzato delle attività italiane.
Last modified: Marzo 24, 2026







