Livorno (lunedì, 9 marzo 2026) — Un triste primato per la costa labronica: secondo un recente studio dell’organizzazione Transport & Environment, Livorno è il settimo porto in Europa per inquinamento atmosferico causato dai traghetti. Un dato allarmante che certifica come, a livello continentale, le emissioni navali superino quelle di 6,6 milioni di automobili.
di Benedetta Rubini
A lanciare l’allarme sul territorio è l’associazione Porto Pulito, che basandosi sui dati del Global Health Institute evidenzia l’impatto sanitario dell’emergenza: le polveri sottili (PM 2,5) e il biossido di azoto provocherebbero circa 47 decessi all’anno in città. A preoccupare ulteriormente è la previsione di una crescita del 15% del traffico crocieristico per il 2026.
La soluzione proposta a livello istituzionale è il cold ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine per consentire lo spegnimento dei motori. Secondo Porto Pulito, però, l’efficacia di questa misura non è scontata per diversi motivi:
- Tempi di sosta: le operazioni di allaccio elettrico sono complesse e mal si conciliano con i traghetti che restano in porto per meno di quattro ore.
- Fasi di manovra: l’elettrificazione azzera le emissioni solo a nave ormeggiata, ignorando l’inquinamento prodotto durante l’avvicinamento e la partenza.
- Adeguamento delle flotte: i ritardi infrastrutturali (con banchine pronte non prima del 2027) e i costi per gli armatori in vista dell’obbligo del 2030 rendono il quadro incerto.
L’associazione chiede perciò alle istituzioni certezze e azioni programmatiche reali, abbandonando le promesse vaghe.
Last modified: Marzo 9, 2026







