Livorno (venerdì, 25 settembre 2026) — n maxi-carico di circa 500 tonnellate di scarti tessili, stoccato all’interno di venti container e pronto a salpare verso la Malesia, è stato intercettato e bloccato nello scalo marittimo di Livorno. L’operazione, condotta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Livorno insieme agli ispettori dell’Arpat di Prato, ha stroncato sul nascere un presunto traffico transfrontaliero illecito di rifiuti industriali.
di Benedetta Rubini
I materiali provenivano dalle aziende di “pronto moda” del distretto pratese ed erano destinati all’esportazione come fittizia “materia prima seconda”. Per ottenere tale qualifica, la legge impone rigorosi trattamenti di cernita e igienizzazione, passaggi completamente omessi: i controlli radiogeni tramite scanner e l’apertura a campione delle balle hanno rivelato scarti grezzi contaminati da plastiche, carta e rifiuti organici. A insospettire gli inquirenti erano state inizialmente le anomalie documentali, con un valore commerciale dichiarato talmente irrisorio da risultare incompatibile con le sole spese di trasporto.
L’imprenditrice alla guida della società esportatrice è stata denunciata all’autorità giudiziaria per gestione illecita e traffico di rifiuti, oltre che per falsità ideologica in atto pubblico, mentre il carico è stato sottoposto a sequestro preventivo. Con questo intervento salgono a ben 1.450 le tonnellate di scarti tessili bloccate nel porto labronico nell’ultimo anno e mezzo.
Last modified: Settembre 25, 2026







