Rosignano (giovedì, 5 novembre ) — Rosignano Marittimo ha celebrato il 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con una cerimonia ufficiale svoltasi questa mattina presso la Cappella dei Caduti all’interno del cimitero comunale. Un momento di profonda riflessione e raccoglimento, guidato dal sindaco Claudio Marabotti, che ha unito la memoria storica della fine della Grande Guerra a un forte monito contro le tensioni geopolitiche odierne e a favore della cultura della pace.
di Benedetta Rubini
Alla commemorazione, aperta con la deposizione di una corona d’alloro in onore dei caduti di tutte le guerre, hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale Ilaria Burrosi, l’assessore Donato Nardone, la comandante della Polizia locale Annalisa Maritan, insieme ai rappresentanti locali dei Carabinieri — con i comandanti Colacino e Calvanese — e della Guardia costiera — con i comandanti Ferraro e Perullo —, oltre alle associazioni d’arma e a numerosi cittadini.
Nel suo discorso ufficiale, il sindaco Marabotti ha ricordato il significato della Prima guerra mondiale e il completamento dell’unità nazionale, sottolineando come i nomi incisi sulle lapidi della Cappella non siano semplici tracce del passato, ma rappresentino le radici vive della comunità di Rosignano, appartenute ai nonni, ai bisnonni e ai parenti degli attuali abitanti. “La guerra non distrugge soltanto le vite umane — ha rimarcato il primo cittadino —, ma spezza i legami familiari e impoverisce per sempre il tessuto di una società”.
Lo sguardo si è poi spostato sull’attualità e sul ruolo fondamentale delle Forze Armate, accompagnato da un commosso ricordo dei quattro giovani militari italiani tragicamente caduti in Bosnia-Erzegovina durante una missione di pace. Una perdita dolorosa, aggravata — ha osservato Marabotti — dal riaffacciarsi di ombre e scenari di escalation militare a livello internazionale, i cui costi sociali ed economici ricadono inevitabilmente sulle fasce più deboli della popolazione.
La commemorazione si è così chiusa con un appello alla responsabilità collettiva: la pace non è una conquista definitiva, ma un bene fragile che va tutelato ogni giorno attraverso il dialogo e l’impegno civile, affinché il 4 Novembre possa essere sempre più una giornata di memoria e riconoscenza, fondata sull’imperativo categorico di un impegno condiviso: “Mai più guerre”.
Last modified: Novembre 5, 2026







