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Il declino dell’altoforno: ricordi e speranze nelle prime fasi della demolizione

PIOMBINO (venerdì 17 maggio 2024) – Mercoledì pomeriggio ha segnato l’inizio della demolizione dell’ultimo altoforno delle acciaierie di Piombino, spento dal 2014. Sette escavatori hanno fatto crollare la struttura, suscitando un dibattito tra chi voleva preservare l’altoforno come simbolo di archeologia industriale e chi lo considerava un segno del passato ormai obsoleto.

di Francesco Catania

La demolizione ha evocato forti emozioni nella città, con Gordiano Lupi che ha cercato di rievocare il passato di gloria legato all’acciaio, che ha plasmato la storia e lo sviluppo di Piombino. L’altoforno, icona di un’epoca passata, è caduto, lasciando dietro di sé una scia di ricordi e dubbi sul futuro.

La direttrice di ciminiere che percorreva la città è stata interrotta dalla caduta di questo gigante arrugginito, simbolo di un’industria che ha segnato intere generazioni. La demolizione è stata un evento carico di simbolismo, con operai che assistevano al crollo della struttura che per anni ha dominato il panorama industriale.

Il quartiere che un tempo era casa degli operai ora celebra con indifferenza il funerale dell’altoforno, mentre fotografi cercano di fermare il tempo immortalando gli ultimi istanti della sua esistenza. Gabbiani e nuvole gonfie di scirocco sembrano cantare il lamento per questa perdita, mentre alberi e arbusti circostanti diventano il corteo funebre di un’epoca che volge al termine.

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Last modified: Maggio 17, 2024
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