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Le tradizioni gastronomiche della Festa della Donna

Una ricorrenza preziosa anche a tavola, tra un passato di lotte e la tanto attesa uguaglianza

L’8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna, è un’occasione unica in cui il mondo intero si unisce per celebrare la donna nella sua completezza: la sua forza, determinazione, creatività, capacità e passione nel contribuire a migliorare il mondo.

di Francesco Catania

Questa giornata va oltre l’onorare le donne che hanno lottato per i loro diritti nel corso della storia; è un momento di riflessione sui progressi compiuti e su come, uniti, uomini e donne possano continuare a promuovere l’uguaglianza di genere in tutto il mondo.

“Tanta strada è stata percorsa, ma tanta strada resta da percorrere…”

L’8 marzo affonda le sue radici nelle lotte delle donne per i propri diritti e l’uguaglianza di genere. La data più comunemente associata a questa celebrazione risale all’incendio di una fabbrica tessile di New York nel 1908, in cui perse la vita un numero considerevole di operaie.

Tuttavia, la veridicità di questo evento è stata messa in discussione, essendo sorta una divergenza sulle date e il luogo della tragedia. Da allora, l’8 marzo è stato designato come Giornata Internazionale della Donna, un giorno per celebrare le conquiste delle donne e promuovere la loro emancipazione.

In Italia, la Festa della Donna ha origini dal 1922 grazie all’Unione Donne Italiane (UDI). Nel 1946, la mimosa è diventata il simbolo ufficiale di questa giornata, scelta per la sua bellezza e simbolismo. Nel corso degli anni, l’8 marzo è diventato un momento di riflessione sulle sfide ancora affrontate dalle donne, sia sul luogo di lavoro che nella società. È anche l’opportunità per riconoscere il ruolo centrale delle donne nella storia, politica, economia, scienza, arte e in molti altri settori.

In Italia, il movimento femminista vero e proprio ha preso forma negli anni Settanta. L’8 marzo del 1972, a Roma, si è svolta una manifestazione durante la quale le donne hanno avanzato richieste, incluso l’appello per la legalizzazione dell’aborto. Il 1975 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne, e l’8 marzo di quell’anno ha visto manifestazioni dei movimenti femministi in tutto il mondo per sottolineare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

Per celebrare questa giornata, molte persone partecipano a eventi e manifestazioni dedicate, riflettendo sui progressi e sulle sfide ancora presenti nella lotta per la parità di genere. Regalare libri o film che celebrano le donne è una pratica diffusa, così come organizzare cene a tema con amici e familiari.

 

Le tradizioni legate alla gastronomia 

In molte regioni d’Italia, la tradizione gastronomica per l’8 marzo include preparare piatti tradizionali e delizie culinarie. Risotto mimosa, torte mimosa, e dolcetti mimosa sono scelte comuni. Ogni regione contribuisce con le sue specialità, rendendo la cena dell’8 marzo un momento di condivisione e gioia.

Questa tradizione culinaria non è limitata all’Italia; in molti paesi del mondo, le donne vengono omaggiate con piatti festosi che riflettono la cultura locale. Ad esempio, in Francia si può gustare formaggio brie con pane croccante e champagne, mentre in Giappone si preferisce sushi fresco e colorato con sakè.

Curiosamente, il viola è il colore ufficiale della Giornata Internazionale della Donna, simboleggiando dignità e giustizia sociale per le donne.

 

Un menù interamente ispirato alla figura della donna

Il cibo può essere considerato un termine maschile, ma la cucina, in tutta la sua sfumatura e creatività, è femminile. Il 8 marzo, in un gioco di generi che va oltre il linguaggio alimentare, si propone di immaginare un menu dedicato a nomi e personaggi femminili. Questa iniziativa non celebra solo la festa, ma la Giornata Internazionale della Donna, ricordando le radici delle lotte per i diritti e l’emancipazione femminile attraverso un pranzo o una cena unici. Il menu ideale offerto da “Il Gusto” parte da un celebre primo piatto che evoca i sapori del sud, passa per una pizza regale e si conclude con dessert floreali e dolci che omaggiano le famiglie in rosa.

La degustazione inizia con la Pasta alla Norma, che racchiude l’anima e i sapori della Sicilia. L’origine del nome presenta due versioni interessanti. La prima attribuisce la denominazione al commediografo catanese Nino Martoglio, che, incantato dal sapore del piatto, esclamò: “Chista è ‘na vera Norma!”, facendo riferimento alla celebre opera del compositore Vincenzo Bellini, anch’esso siciliano. Quest’opera divenne un tratto distintivo della rinomata soprano Maria Callas, che la registrò ben due volte nel 1954 e nel 1960. La seconda versione suggerisce che il piatto fu ideato da uno chef siciliano il 26 dicembre 1831, giorno in cui l’opera Norma debuttò al Teatro alla Scala di Milano. Alcuni sostengono che fu ispirato anche dal cognome della prima interprete di Norma, la soprano Giuditta Pasta. Uno chef creativo come Giuseppe Biuso, del ristorante stellato Il Cappero alle Isole Eolie, propone una versione rivisitata con il Tortello Norma. Un piatto che, pur stravolgendo la presentazione originale, mantiene intatte le delizie del piatto classico. Il capo cuoco sottolinea: “Il Tortello Norma rappresenta la donna nel suo splendore, con un mix di profumi e colori che richiamano la tradizione povera della cucina siciliana, basata su ingredienti tipici come melanzane, pomodori, ricotta salata e basilico.”

Per chi preferisce un’alternativa al primo piatto, la pizza rappresenta una scelta eccellente, in particolare la celebre Margherita. Questa pizza deve il suo storico nome all’omonima regina, Margherita di Savoia, che nel 1889 fece visita a Napoli. Quando chiese di assaggiare una pizza, il pizzaiolo Raffaele Esposito, anziché preparare la versione classica con solo pomodoro, decise di aggiungere mozzarella e basilico. Un successo “reale” che si trasformò in un simbolo tanto partenopeo quanto italiano. Il pizza chef Marco Quilntili, fra i più creativi, riserva un posto d’onore alla Margherita nelle sue pizzerie a Napoli e a Roma. Egli afferma: “Per me, la Margherita non poteva che essere dedicata a una donna, rappresentando con i suoi colori – il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico – la nostra madre terra, l’Italia. La mia versione è gourmet, utilizzando solo ingredienti di alta qualità e valorizzando le eccellenze del territorio. È leggerissima e perfettamente digeribile, con un panetto di soli 230 grammi, il più piccolo al mondo utilizzato per la pizza napoletana.”

Queste proposte culinarie, oltre a stimolare il palato, contribuiscono a onorare la Giornata Internazionale della Donna, evidenziando l’importanza della cucina e dei suoi legami con la storia e la cultura, entrambi rappresentati da nomi e storie femminili iconiche. La ricca diversità di sapori riflette la ricchezza della donna nella società, e questa celebrazione culinaria diventa un atto simbolico di riconoscimento e apprezzamento.

Una giornata speciale per celebrare la donna in tutte le sue sfumature, riflettendo sul passato, onorando le conquiste e guardando al futuro con determinazione. Unendo storia, tradizioni e gusto, questa festa rappresenta un’opportunità di gioia, gratitudine e impegno per un mondo più equo e rispettoso. Buona Festa della Donna a tutte!

 

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Last modified: Marzo 8, 2024
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