Firenze (martedì, 8 settembre 2026) — Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità Monia Monni, intervenuta alla festa del Partito Democratico a Pistoia, hanno innescato una dura reazione sulla gestione sanitaria dell’Appennino pistoiese. Durante il dibattito, incalzata dal sottosegretario alla presidenza regionale Bernard Dika sul divario di servizi tra territori, l’assessore ha ribadito la linea del presidente Eugenio Giani, escludendo in modo esplicito il ripristino di un ospedale con annesso Pronto Soccorso all’interno del presidio “Pacini” di San Marcello Pistoiese.
di Benedetta Rubini
La chiusura ha scatenato la protesta della comunità locale, che contesta un piano alternativo al vaglio dei sindaci elaborato senza il coinvolgimento della Consulta Socio Sanitaria. Viene denunciata una pesante disparità rispetto ad altre realtà toscane — come Lunigiana, Garfagnana, Mugello e Amiata — che continuano a disporre di punti di primo intervento, lasciando la Montagna Pistoiese come unico comprensorio montano privo di emergenza-urgenza, a fronte di importanti presenze turistiche estive e invernali.
I residenti sottolineano i rischi concreti legati a tempi di percorrenza che sfiorano l’ora e mezza per raggiungere l’ospedale più vicino in situazioni critiche. Sotto accusa finiscono la carenza di medici nelle periferie e la gestione accentrata delle Asl, con la richiesta alla politica di garantire pari diritti di assistenza e salute a tutti i cittadini toscani.
Last modified: Settembre 8, 2026







